{"id":2310,"date":"2016-07-04T16:12:38","date_gmt":"2016-07-04T14:12:38","guid":{"rendered":"https:\/\/ambbaghdad.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2016\/07\/iraq-e-petrolio\/"},"modified":"2016-07-04T16:12:38","modified_gmt":"2016-07-04T14:12:38","slug":"iraq-e-petrolio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambbaghdad.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2016\/07\/iraq-e-petrolio\/","title":{"rendered":"Iraq e petrolio"},"content":{"rendered":"<p>Secondo le conclusioni dell\u2019ultimo \u201cOil Market Report\u201d dell\u2019Agenzia Internazionale dell\u2019Energia (IEA), dopo la caduta del prezzo del greggio registrata nel 2015 e all\u2019inizio di quest\u2019anno, il mercato del petrolio sembra aver raggiunto un nuovo equilibrio. Di fatto, gli analisti avevano previsto per il primo semestre del 2016 un progressivo ribilanciamento del mercato internazionale del greggio che sarebbe stato caratterizzato non solo da un aumento del prezzo al barile, ma anche dall\u2019accumulo del surplus di produzione in stock piuttosto consistenti. In realta\u2019, nel corso di questi sei mesi, il prezzo al barile e\u2019 si\u2019 aumentato ma il surplus di produzione del petrolio e\u2019 cresciuto seguendo dei ritmi diversi da quelli previsti. Infatti, le stime condotte dagli esperti indicavano un aumento del surplus pari a 1.5 milioni di barili al giorno, mentre attualmente si registra una crescita pari solo a 0.8 mb\/d. Questo dato permette di fare luce sull\u2019andamento della domanda e dell\u2019offerta nel mercato internazionale del greggio, producendo nuove aspettative per i prossimi mesi del 2016. In particolare, quello a cui si e\u2019 assistito in questa prima meta\u2019 dell\u2019anno e\u2019 la crescita significativa della domanda, accompagnata da un significativo taglio all\u2019offerta di petrolio, dovuto ad una serie di eventi che hanno rallentato la produzione sia nei paesi OPEC che in quelli esterni all\u2019organizzazione dei paesi esportatori. Questa situazione, assieme alla diminuzione di produzione dovuta al crollo dei prezzi dell\u2019ultimo anno, ha fatto si\u2019 che il surplus di produzione non crescesse ai ritmi previsti, proponendo agli analisti uno scenario diverso rispetto a quello precedentemente prospettato, che pone delle basi diverse per i mesi futuri.<\/p>\n<p>In questo contesto, il mercato iracheno sembra predisporsi in maniera diversa rispetto al trand internazionale. Infatti, mentre nella maggior parte dei paesi produttori c\u2019e\u2019 stata una decrescita nella produzione, quindi nelle esportazioni e, conseguentemente, un guadagno decrescente, l\u2019Iraq solo nel mese di maggio ha guadagnato 3.745 miliardi di dollari americani, con delle esportazioni pari a 3.2 milioni di barili al giorno, uno dei redditi da petrolio piu\u2019 consistenti registrati negli ultimi otto mesi e nonostante una caduta delle esportazioni pari al 5%. Un risultato significativo considerato che un guadagno simile non veniva registrato dall\u2019agosto del 2015, quando le entrate dovute alla vendita del petrolio si aggiravano intorno ai 3.925 bilioni di dollari. Sicuramente, un elemento che ha giocato a favore del mercato iracheno e\u2019 stato il generale aumento del prezzo del greggio, registrato negli scorsi mesi, che ha portato a maggio la vendita di un barile a 37.753$ contro i 28.40$ e 33.38$ rispettivamente di Marzo e Aprile. Inoltre, nonostante le esportazioni siano diminuite, il tracollo e\u2019 stato evitato anche grazie all\u2019introduzione, gia\u2019 dall\u2019anno scorso, di una nuova tipologia di crudo, il Basra Heavy, che ha permesso all\u2019Iraq di predisporre alla vendita una tipologia di petrolio piu\u2019 pesante, introducendo cosi\u2019 un nuovo prodotto che il mercato sembra aver apprezzato, dal momento che solo a maggio il Basra Heavy costituiva gia\u2019 il 25.8 % delle esportazioni totali, aumentando di 3.5\/4 bilioni di dollari i guadagni totali da quando e\u2019 stato introdotto. Senza dubbio, come ha affermato lo scorso 2 giugno a Vienna il Vice Ministro del petrolio iracheno, Fayadh Nema, in un\u2019intervista rilasciata in occasione di un incontro dei paesi dell\u2019OPEC, ci sono ancora importanti migliorie che devono essere introdotte nel settore petrolifero, che rappresenta per l\u2019Iraq la maggiore fonte di guadagno. In particolare, e\u2019 necessario che le compagnie petrolifere internazionali siano incoraggiate ad investire e per permettere che cio\u2019 avvenga e\u2019 fondamentale che lo Stato iracheno si impegni ad investire per migliorare le infrastrutture preposte alla produzione per renderle capaci di sostenere un aumento della produzione. In questo senso, il Ministero del petrolio iracheno sta lavorando in sinergia con le compagnie petrolifere internazionali per raggiungere degli standard di produzione e di vendita che siano in grado di ridurre le spese e massimizzare i guadagni. Una strada che e\u2019 al vaglio delle parti coinvolte e\u2019 di da una parte allineare le remunerazioni delle compagnie al prezzo del greggio, cosicche\u2019 ad un aumento del prezzo del greggio corrisponda un direttamente proporzionale aumento delle remunerazioni; e, dall\u2019altra parte, di applicare una specifica equazione riguardo al calcolo del costo di ogni barile prodotto, per cui ad un risparmio sulla produzione maggiore corrispondera\u2019 conseguentemente un guadagno maggiore. Questa soluzione e\u2019 attualmente in attesa di essere valutata ed implementata, ma di certo non comportera\u2019 nessuna modifica degli accordi precedentemente presi fra il Ministero e le compagnie petrolifere, cercando quindi di non influenzare negativamente le aspettative e l\u2019andamento del mercato. Per il settore del greggio iracheno, dunque, si prospettano dei lavori di aggiustamento delle politiche di produzione e di spesa che vedranno la collaborazione del Paese con le compagnie internazionali che, in concerto, cercheranno di massimizzare i guadagni per quello che e\u2019 ancora il settore chiave dell\u2019intera economia irachena.<\/p>\n<p>In generale, le aspettative per il prossimo semestre del 2016 del mercato internazionale del petrolio, come indicato nel report dell\u2019IEA dello scorso 14 giugno, sembrano propendere per un ulteriore ribilanciamento del mercato, con uno stock del surplus di produzione destinato ad aumentare, anche se non in maniera particolarmente significativa. Inoltre, nello stesso documento, sono state illustrate anche le prime previsioni per il 2017. In particolare, ci si aspetta che la domanda di greggio cresca con lo stesso tasso di crescita del 2016 pari a 1.3 mb\/d e una crescita dell\u2019offerta dei paesi non-OPEC pari a 0.2 mb\/d. Lo stock di greggio seguira\u2019 una lieve crescita nella prima meta\u2019 del 2017 per poi arrestarsi, se non addirittura diminuire, nella seconda meta\u2019 dello stesso anno. Certamente, queste sono solo le prime considerazioni su un mercato che negli ultimi anni si sta dimostrando estremamente volubile e condizionato da una serie di circostanze che coinvolgono i paesi produttori ed esportatori i cui risvolti sono tanto imprevedibili quanto complessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Secondo le conclusioni dell\u2019ultimo \u201cOil Market Report\u201d dell\u2019Agenzia Internazionale dell\u2019Energia (IEA), dopo la caduta del prezzo del greggio registrata nel 2015 e all\u2019inizio di quest\u2019anno, il mercato del petrolio sembra aver raggiunto un nuovo equilibrio. 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