{"id":2522,"date":"2015-07-31T10:16:56","date_gmt":"2015-07-31T08:16:56","guid":{"rendered":"https:\/\/ambbaghdad.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2015\/07\/non-si-puo-lsciare-repiro-allo\/"},"modified":"2015-07-31T10:16:56","modified_gmt":"2015-07-31T08:16:56","slug":"non-si-puo-lsciare-repiro-allo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambbaghdad.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2015\/07\/non-si-puo-lsciare-repiro-allo\/","title":{"rendered":"&#8220;Non si pu\u00f2 lasciare respiro allo Stato Islamico &#8211; Italia in prima linea&#8221; Intervista dell&#8217;Ambascatore Carnelos al Foglio"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2015\/07\/museo_4.jpg\" alt=\"Lamassu statue \" width=\"348\" height=\"601\" \/><\/p>\n<p>Piu&#8217; di 45 mila interventi di protezione a tutela consolare, 5 evacuazioni di connazionali all\u2019estero, 19 sequestri affrontati, 3 mila ricerche di italiani scomparsi, quasi 8 mila corsi di lingua attivati all\u2019estero. Sono solo alcune cifre relative all\u2019attivit\u00e0 della nostra rete diplomatica nel mondo per quanto riguarda il 2014. E il tutto ha inciso solo per lo 0,18 per cento sul bilancio dello stato. Ma non solo di numeri si discute nell\u2019Undicesima conferenza degli ambasciatori, da ieri e fino a oggi alla Farnesina e dedicata quest\u2019anno a una riflessione ad ampio raggio sull\u2019azione internazionale del nostro paese e alla tutela degli interessi nazionali, anche \u2013 e soprattutto \u2013\u00a0in riferimento agli scenari di crisi che oggi si moltiplicano, soprattutto nella regione che va dal Mediterraneo orientale all\u2019Asia centrale. Il Foglio ha conversato con l&#8217;Ambasciatore in Iraq\u00a0Marco Carnelos,\u00a0dove l\u2019impegno italiano \u00e8 continuo e abbraccia non solo il campo militare ma anche quello civile e culturale.<\/p>\n<p>Per mesi i media sono stati inondati dalle immagini della distruzione delle chiese nella piana di Ninive, con le statue del museo nazionale di Mosul fatte a pezzi dai miliziani jihadisti aderenti al cosiddetto Califfato: \u201cI video sulle distruzioni del museo di Mosul, delle statue di Nimrod e della citt\u00e0 di Hatra hanno lasciato pochi dubbi circa l\u2019entit\u00e0 delle perdite del patrimonio religioso e archeologico nel nord dell\u2019Iraq\u201d, dice l\u2019ambasciatore a Baghdad, Marco Carnelos. \u201cCi\u00f2 che \u00e8 intollerabile, oltre alla distruzione dei tesori, \u00e8 il tentativo dei fanatici del Daesh di minare le fondamenta del sincretismo religioso che ha costituito il terreno fertile per lo sviluppo della civilt\u00e0 umana, e di profanare luoghi che erano simbolo dell\u2019intrecciarsi armonico delle religioni monoteistiche \u2013\u00a0come nel caso della moschea di Nabi Yunus, che sorgeva sopra la tomba di Giona. Paradossalmente \u2013 aggiunge il nostro rappresentate in Iraq \u2013\u00a0il Daesh distrugge icone culturali e lo fa servendosi di immagini abilmente montate. Stabilisce una narrativa che reputa il dialogo e la reciproca influenza culturale un\u2019aberrazione. Contro questa follia \u00e8 necessaria una contro-narrativa che deve coinvolgere i paesi amici dell\u2019Iraq, e l\u2019Italia \u00e8 in prima linea\u201d, assicura Carnelos, che aggiunge: \u201cE\u2019 una battaglia da combattere e da vincere con altrettanta urgenza e determinazione di quella combattuta sul piano militare. Ed \u00e8 per questo che dobbiamo essere orgogliosi del lavoro portato avanti dai team di archeologi e di restauratori italiani in Iraq, con il supporto della nostra Cooperazione allo sviluppo\u201d.<\/p>\n<p>Compito particolarmente importante in quella che fu la Mesopotamia, dove \u00e8 nata la civilt\u00e0 umana cos\u00ec come la conosciamo oggi. L\u2019Italia, spiega l\u2019ambasciatore, \u201cha un dovere morale nella tutela del patrimonio culturale e archeologico di quella che \u00e8 la culla della civilt\u00e0\u201d. Un dovere che \u201cstiamo onorando come una vera superpotenza culturale. Il nostro paese ha messo a disposizione sin dal 2003 ingenti risorse, circa 13 milioni di euro, per la conservazione del patrimonio culturale iracheno\u201d. Ricordiamo che l\u2019allarme sulla distruzione del patrimonio artistico assiro \u00e8 stato lanciato da una equipe italiana, dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, e l\u2019ambasciatore osserva che \u201cl\u2019impegno italiano si \u00e8 concretizzato in missioni archeologiche, in interventi di restauro del patrimonio iracheno distrutto dopo la guerra del 2003, negli sforzi di recuperare artefatti commerciati illegalmente in seguito al saccheggio dei musei e dei siti\u201d. Oggi, \u201cil ministero del Turismo e delle antichit\u00e0 dell\u2019Iraq vede nell\u2019Italia il primo partner al mondo in questo settore di collaborazione\u201d. Tra i monumenti da preservare ci sono anche le chiese, sovente profanate: \u201cLa situazione dei cristiani in Iraq \u00e8 molto difficile\u201d, ammette Carnelos, aggiungendo che \u201cla distruzione arrecata al patrimonio culturale della cristianit\u00e0 d\u2019oriente \u00e8 stata in alcuni casi gravissima e in altri irrecuperabile\u201d. A ogni modo \u201cnon siamo ancora al punto di non ritorno. Potremmo arrivarci se non riusciremo a imprimere maggior slancio ed efficacia alla lotta contro il Daesh. Finora, l\u2019offensiva della coalizione e delle forze di sicurezza irachene ha inchiodato i terroristi impedendogli di dedicarsi ad altre attivit\u00e0 scellerate, come la distruzione del patrimonio culturale del paese. Per questo \u2013\u00a0chiosa l\u2019ambasciatore italiano \u2013\u00a0\u00e8 necessario mantenere l\u2019iniziativa senza lasciare respiro allo Stato islamico. Ogni pausa nei combattimenti rischia di comportare la distruzione di ulteriori tesori archeologici, artistici e culturali di inestimabile valore\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Piu&#8217; di 45 mila interventi di protezione a tutela consolare, 5 evacuazioni di connazionali all\u2019estero, 19 sequestri affrontati, 3 mila ricerche di italiani scomparsi, quasi 8 mila corsi di lingua attivati all\u2019estero. Sono solo alcune cifre relative all\u2019attivit\u00e0 della nostra rete diplomatica nel mondo per quanto riguarda il 2014. 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