{"id":2670,"date":"2014-05-25T13:12:04","date_gmt":"2014-05-25T11:12:04","guid":{"rendered":"https:\/\/ambbaghdad.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2014\/05\/colloquio-intervista-amb-massimo-marotti\/"},"modified":"2014-05-25T13:12:04","modified_gmt":"2014-05-25T11:12:04","slug":"colloquio-intervista-amb-massimo-marotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambbaghdad.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2014\/05\/colloquio-intervista-amb-massimo-marotti\/","title":{"rendered":"Colloquio-intervista dell&#8217;Amb. Massimo Marotti con Meet the Manager."},"content":{"rendered":"<p><P align=\"left\"><FONT size=\"2\"><SPAN style=\"FONT-STYLE: italic; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 9.5pt\"><\/SPAN><\/FONT><?xml:namespace prefix = \"o\" ns = \"urn:schemas-microsoft-com:office:office\" \/><o:p><EM>1. Tim Arango, capo staff del New York Times a Baghdad ha sottolineato come le elezioni appena tenutesi in Iraq siano state piuttosto tranquille, tenuto conto delle particolarissime condizioni del paese e tenuto conto del fatto che sono le prime senza la presenza delle truppe USA. L&#8217;affluenza alle urne \u00e8 stata notevole ed in generale l&#8217;impressione che la comunit\u00e0 internazionale ha avuto, \u00e8 stata quella di una paese che desidera fortemente tornare alla normalit\u00e0. Tuttavia le difficolt\u00e0 che il governo incontra nel mantenere l&#8217;ordine in un paese di fatto dilaniato dal terrorismo e che non pu\u00f2 pi\u00f9 contare sui contingenti militari occidentali, sono fortissime. <BR><\/EM><\/o:p><o:p><EM>Anche le elezioni in Afghanistan dello scorso 5 aprile, si sono svolte in un clima relativamente sereno, tuttavia la transizione verso la nomina del successore di Hamid Karzai tra secondo turno e denunce di brogli, si protrarr\u00e0 pi\u00f9 del previsto, bloccando, tra l&#8217;altro, la firma del Bilateral Security Agreement. Ci\u00f2 con tutta probabilit\u00e0 indebolir\u00e0 ancor di pi\u00f9 il processo di formazione del personale militare e di polizia afghano. In questi due paesi la sfida del mantenimento dell&#8217;ordine in modo efficace ed autonomo dalle truppe alleate si sta dimostrando molto dura. <BR><BR><\/EM>Il problema del mantenimento dell\u2019ordine e della sicurezza in un paese complesso come l\u2019Iraq \u00e8 diventato pi\u00f9 arduo al crescere del conflitto in Siria. La vasta area in territorio siriano in cui operano varie milizie che si sono sostituite all\u2019autorit\u00e0 statale non costituisce pi\u00f9 un filtro a protezione delle frontiere irachene. La conseguente infiltrazione in Iraq di miliziani ben armati e determinati a occupare parte del territorio iracheno, in aggiunta agli insorti antigovernativi, ha creato una situazione pi\u00f9 difficile contro cui le forze armate irachene si sono trovate a fronteggiare un avversario contro cui non avevano sufficienti mezzi, addestramento e motivazioni. L\u2019insurrezione armata tra il 2006 e il 2008 fu arginata dall\u2019azione combinata delle forze americane, dei militari iracheni e soprattutto delle milizie tribali. 6 anni dopo questa equazione non ha funzionato. Di fronte a milizie islamiche che controllano quasi tutta la valle dell\u2019Eufrate e che paiono pi\u00f9 agguerrite, oltre all\u2019assenza degli americani l\u2019Iraq paga lo scotto della minore determinazione di tutte le milizie tribali a riprendere il controllo del loro territorio alleandosi con il governo. La divisione politica interna ha ridotto la capacit\u00e0 complessiva irachena di fronteggiare gli attacchi continui. <BR><BR><\/P><\/o:p><o:p><P align=\"left\"><BR><EM>2. Scrive Giovanni Sartori: &#8220;La storia \u00e8 il mito di Sisifo, ogni generazione ricomincia daccapo. Nessuno di noi nasce civilizzato: il nostro certificato di nascita porta l&#8217;anno zero. La nostra et\u00e0 storica, la nostra maturit\u00e0 di uomini del proprio tempo, deve essere sempre riconquistata, la si deve sempre ricuperare: e ogni volta il tragitto si allunga, ogni volta c&#8217;\u00e8 da risalire un poco di pi\u00f9. Talvolta sembra che non reggiamo lo sforzo, che la linea della tradizione occidentale sia diventata troppo lunga, che non riusciamo pi\u00f9 a ripercorrerla. Talvolta coglie il sospetto che l&#8217;habitat storico sia pi\u00f9 civile di quanto siano civilizzati i suoi abitanti, e che le civilt\u00e0 si disintegrano proprio perch\u00e9 finiscono per sopravanzare i loro protagonisti.&#8221; Uno stato che sta fondando adesso la sua modernit\u00e0, nel senso del suo appartenere ad una modernit\u00e0 di forma e sostanza delle istituzioni, offre ai suoi cittadini, tra tanti problemi, a volte legati anche alla sicurezza ed alla sopravvivenza, una sorta di epoca eroica nella quale si ha la possibilit\u00e0 di incidere in modo marcato e durevole sulla propria comunit\u00e0. Younis Tawfik sostiene che l&#8217;Iraq, a dispetto dei suoi colori e profumi, sia praticamente da sempre un paese velato dalla &#8220;tristezza&#8221; della mancanza di libert\u00e0. Gli iracheni di oggi, hanno l&#8217;opportunit\u00e0 di rimuovere questo velo di tristezza. Senza abbandonarsi al facile idealismo, va sottolineato che questa, al netto delle grandi difficolt\u00e0, \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 storica. <BR><BR><\/EM>La ricostruzione del paese \u00e8 certamente un\u2019opportunit\u00e0 per la societ\u00e0 irachena. In questa terra dove sono nate le citt\u00e0 stato e i primi imperi e con esse la civilt\u00e0 urbana il paragone con la storia millenaria di successi e sconfitte e con le lezioni del passato \u00e8 allo stesso tempo uno stimolo verso la ricostituzione delle citt\u00e0 come motore di progresso e un fardello che pu\u00f2 soffocare speranze e volont\u00e0. Il contesto regionale non aiuta gli iracheni in questa fase della loro storia. Molti sembrano soffiare sul fuoco della diversit\u00e0 e della frammentazione a alimentano la lotta per il potere, mentre la geografia e la conformazione del paese premia l\u2019unit\u00e0 e la condivisione delle risorse del paese, a cominciare dall\u2019acqua. L\u2019Iraq da oltre 30 anni \u00e8 passato attraverso guerre e sanzioni con effetti devastanti. \u00c8 alla ricerca della stabilit\u00e0 perduta per riprendere a crescere.\u00a0<BR><BR><BR><\/o:p><o:p><EM>3. Il New York Times quasi un anno fa ha realizzato un&#8217;interessante inchiesta che metteva in luce come il principale beneficiario attuale del petrolio iracheno non siano gli USA, ma la Cina. Le quantit\u00e0 di petrolio acquistate dagli Stati Uniti sono rimaste sostanzialmente costanti negli anni, mentre a subire un potente incremento sono stati gli acquisti cinesi. Le motivazioni sono piuttosto chiare: il governo iracheno ha imposto condizioni piuttosto sfavorevoli alle compagnie estrattrici che perci\u00f2 vedono i propri margini ridursi considerevolmente. Ci\u00f2 costituisce un deterrente per le imprese USA ed in generale per quelle occidentali, ma non per le aziende cinesi che sono pubbliche e non interessate al profitto, ma unicamente ad approvvigionare enormi quantit\u00e0 di petrolio per il colosso rampante dell&#8217;Asia, sempre pi\u00f9 affamato di energia. La Cina porta in Iraq investimenti massicci e durevoli ed esprime un forte interesse alla stabilit\u00e0, ci\u00f2 \u00e8 certamente un bene per questo paese.<\/EM> <BR><BR>Le societ\u00e0 petrolifere internazionali, anche quelle occidentali, sono tutte presenti in Iraq, malgrado le condizioni contrattuali non siano le pi\u00f9 vantaggiose. Ma \u00e8 vero che quello che si produce viene acquistato soprattutto dalla Cina che cerca di riequilibrare la bilancia commerciale acquisendo contratti con offerte concorrenziali. L\u2019Iraq tuttavia ha bisogno di nuove infrastrutture e poich\u00e9 le paga potrebbe ottenere il meglio della tecnologia disponibile. Spesso le imprese cinesi danno in subappalto le opere e i lavori non sempre vengono terminati o non rispettano gli standard qualitativi attesi. L\u2019effetto degli investimenti cinesi sull\u2019economia del paese quindi non \u00e8 considerato da tutti gli iracheni sempre positivo. Il paese ha bisogno di sviluppare una governance pi\u00f9 moderna che rafforzi i centri si spesa nazionali e locali ed argini il fenomeno della corruzione. Vi sono modelli avanzati di organizzazione economica, come la societ\u00e0 statale per la commercializzazione del greggio iracheno, ma la modernizzazione e la crescita dell\u2019apparato statale \u00e8 una priorit\u00e0 per la stabilit\u00e0 e lo sviluppo del paese.\u00a0 <BR><BR><BR>Permalink: <A href=\"http:\/\/mtm-it.blogspot.it\/2014\/05\/frammentazione-fratricida-ed.html\"><STRONG>http:\/\/mtm-it.blogspot.it\/2014\/05\/frammentazione-fratricida-ed.html<\/STRONG><\/A> <BR><BR><\/P><\/o:p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"1. 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