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Incontro con il Ministro dell’Istruzione Superiore e della Ricerca Scientifica, Nabil Kazem Abdel-Sahib

La cooperazione culturale tra Italia e Iraq, l’insegnamento della lingua italiana nel paese, la collaborazione inter-universitaria sono stati solo alcuni tra gli argomenti del cordiale dialogo tra l’Ambasciatore Maurizio Greganti e il Ministro iracheno per l’Istruzione Superiore, Nabil Kadim Abdel-Sahib, nella prospettiva di realizzare pienamente il grandissimo potenziale della cooperazione culturale tra Italia e Iraq.

L’Ambasciatore Greganti ha sottolineato la necessità di una stretta collaborazione tra Roma e Baghdad, culle di civiltà che hanno tracciato la storia del mondo antico. Nel tracciare le linee prioritarie del suo mandato in Iraq, l’Ambasciatore ha posto l’accento sulla volontà di rafforzare la presenza di studenti iracheni nelle università italiane, di rilanciare i programmi di formazione docenti e di sfruttare al massimo il potenziale della cooperazione tra Università italiane e irachene a partire dai circa 40 accordi attualmente attivi. Inoltre, l’Ambasciatore ha sottolineato la volontà di rilanciare l’insegnamento della lingua italiana come strumento principe per promuovere il dialogo interculturale, sia attraverso il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Baghdad che attraverso l’apertura di nuove Sezioni presso le università irachene interessate. Non mancherà poi l’appoggio italiano nello sviluppare programmi che favoriscano l’occupazione dei giovani laureati iracheni, in particolare nei settori dell’archeologia, dello sviluppo del turismo culturale e della gestione e preservazione del patrimonio culturale. Infine, richiamando la missione in Italia del Ministro Abdel-Sahib e il suo incontro con la Ministra Maria Cristina Messa, l’Ambasciatore Greganti ha confermato la disponibilità italiana a facilitare l’allineamento del sistema universitario dell’Iraq al quadro del Processo di Bologna.

Il Ministro Abdel-Sahib ha rievocato gli esiti della propria missione in Italia, sottolineando la sua massima attenzione per le possibilità offerte dall’avvicinamento del sistema universitario iracheno al Processo di Bologna e all’ampliamento della mobilità di docenti e studenti verso l’Italia. Il Ministro quindi ha evidenziato come l’opportunità per studenti e ricercatori iracheni di formarsi in Italia rivesta un’importanza strategica nel creare una comunità scientifica nazionale in grado di rispondere alle molte sfide che il Paese si trova ad affrontare.

 

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