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Incontro tra l’Ambasciatore Maurizio Greganti e l’Incaricato d’Affari dell’Ambasciata ucraina in Iraq, Oleksandr Buravchenkov

L’Ambasciatore Maurizio Greganti ha ospitato oggi un incontro con l’Incaricato d’Affari dell’Ambasciata d’Ucraina in Iraq, Oleksandr Buravchenkov, per ricevere aggiornamenti sull’evoluzione della guerra in Ucraina, sull’impianto sanzionatorio in vigore nei confronti della Russia, e per scambiare opinioni sulle prospettive di raffreddamento del conflitto e sulle trattative di pace in corso tra le delegazioni ucraina e russa in Turchia. All’incontro hanno partecipato anche i rispettivi Addetti militari, per l’Italia il Colonnello Luigi Sambin.

L’Ambasciatore ha riaffermato con forza il sostegno dell’Italia e dell’Unione europea alle Autorità e al popolo ucraino, lodando l’eroismo, la capacità di resistenza e lo spirito di sacrificio di chi oggi difende non solo la propria terra ma anche i valori democratici che Italia, Ucraina e Unione europea condividono.

L’Ambasciatore ha assicurato di aver sostenuto le ragioni dell’Ucraina anche in occasione degli incontri istituzionali con gli interlocutori locali, offrendo massima disponibilità a supportare le attività e i passi che l’Ambasciata ucraina in Iraq vorrà compiere in favore del cessate il fuoco e di una pace condivisa e duratura.

L’incaricato d’Affari Buravchenkov ha espresso all’Ambasciatore i ringraziamenti del suo Paese per l’aiuto che l’Italia sta fornendo, in particolare attraverso le molte iniziative umanitarie e l’accoglienza dei profughi in fuga dal territorio, auspicando di mantenere anche in futuro uno stretto coordinamento tra le Rappresentanze in Iraq.

Entrambi hanno infine espresso profondo apprezzamento per la decisione di Baghdad di sostenere la Risoluzione umanitaria a favore del popolo ucraino votata lo scorso 24 marzo presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, occasione in cui l’Iraq si è schierato apertamente a supporto della pace, di una soluzione negoziata e della necessità di proteggere la popolazione civile, in particolare le fasce più vulnerabili e maggiormente colpite dalla guerra.